Affettività e sessualità nella disabilità intellettiva: promozione di autonomie e gestione dei comportamenti problematici


La sessualità rappresenta una dimensione umana spesso esclusa dai progetti di vita dei disabili. Il suo imporsi nei progetti educativi, tuttavia, richiede una risposta coerente e rigorosa pur nelle difficoltà che il tema evoca, tanto per i genitori, quanto per gli operatori dei Servizi: la negazione o la repressione sono la strade spesso più praticate, abdicando però al ruolo educativo inizialmente assunto. Attraverso percorsi educativi e formativi è tuttavia possibile pensare ad una sessualità sostenibile nella disabilità, che possa tradursi in quote di autogratificazione personale e in una contemporanea riduzione di comportamenti problematici.

La finalità della formazione proposta è quella di offrire un modello teorico e metodologico che possa essere applicato come riferimento per affrontare il delicato tema dell’affettività e della sessualità di persone adulte con disabilità. Partendo dal presupposto che non esiste una “sessualità speciale” dedicata all’handicap, ma una sola forma di amore e di sessualità che deve fare i conti con impedimenti di natura diversa (biologica, corporea, comunicativa, ambientale, etc.), la formazione si propone di far acquisire delle chiavi di lettura per poter leggere i segnali sessuali delle persone con disabilità intellettiva ed incarnarli nell’ottica di un progetto di vita; in questo orizzonte sarà fondamentale saper codificare i molteplici significati che la sessualità può avere per una persona disabile, spesso molto lontani dai nostri tentativi di uniformazione.

 

 

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