Le alleanze terapeutiche in Psiconcologia


LocandinaII EDIZIONE: PSICONCOLOGIA NEL CICLO DI VITA

Napoli, 14 e 15 novembre 2014
Sala conferenze – Scuola di area Medica – II Università degli Studi di Napoli

EVENTO ECM n. 1148 – 105703
Crediti formativi n. 14 per le seguenti professioni e discipline:
Medico Chirurgo (neuropsichiatria infantile; oncologia; pediatria; psichiatria; pediatria – pediatri di libera scelta; psicoterapia)
Psicologo (psicoterapia; psicologia)
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Responsabile Scientifico: Prof. Paolo Gritti

Le malattie neoplastiche non sono solo un’esperienza di sofferenza fisica e psicologica individuale, bensì uno status psicosociale che modula le relazioni interpersonali del paziente in modo significativo. In questa cornice epistemologica, le malattie oncologiche sono esemplificative delle dinamiche psicosociali conseguenti all’insorgenza,al decorso e all’esito delle malattie gravi, invalidanti o a prognosi infausta.
I due contesti elettivi di osservazione di tali processi sono la famiglia del paziente e l’ambiente socio-sanitario entro il quale si svolgono le vicende di malattia. Gli studi di letteratura segnalano, due ordini di fenomeni: l’uno concerne le trasformazioni degli affetti e dei rapporti nella famiglia e nel contesto di cura, l’altro consiste dei riflessi psicologici e/o psicopatologici nel caregiver e nella famiglia e nella rete sociale del paziente. La tensione emotiva (distress), il carico oggettivo (burden) e la preoccupazione (strain) per il paziente rappresentano gli indicatori principali dei riflessi psicosociali della malattia.
Per quanto concerne i comportamenti adattivi (coping) essi sono modulati da alcune variabili concomitanti:il supporto sociale disponibile, la resilienza psicologica, gli altri eventi stressanti, la rappresentazione sociale della malattia. I riflessi psicopatologici consistono in umore depresso, reazioni post-traumatiche e disturbi dell’adattamento, con una maggiore frequenza di angoscia e umore depresso nel caregiver e nei figli del paziente. Infine, anche la struttura delle relazioni familiari viene negativamente influenzata dalla malattia. Si
evidenziano conflitti di ruolo, crescenti difficoltà di comunicazione, isolamento sociale, disorganizzazione o, al contrario, esasperato invischiamento. La conoscenza di questi fenomeni consente di programmare idonei interventi di sostegno psicologico per la rete sociale del paziente.
Tutti questi interventi sono mirati a migliorare la collaborazione consapevole fra famiglia, paziente
ed equipe di cura, a sostenere la famiglia nelle fasi cruciali della malattia e delle terapie oncologiche,con particolare riguardo ad alcuni ambiti specifici come la diagnosi iniziale, la adesione ai trattamenti, le recidive, la oncologia pediatrica, e, infine, le cure palliative e la fase terminale, infine, ad attivare le risorse della comunità in ordine ai bisogni specifici del paziente e dei familiari.
Gli interventi di supporto psicologico in oncologia sono, nella gran parte dei casi, brevi e focalizzati, condotti, nelle varianti teorico-cliniche menzionate, da psicologi, medici infermieri ed altre figure professionali presenti in ambito oncologico. I programmi di formazione sono orientati da premesse empiriche, finalizzate alla verificabilità dei risultati. Di conseguenza essi sono brevi e, spesso, centrati sull’apprendimento di procedure cliniche manualizzate.
La letteratura scientifica su questa materia si è arricchita di numerosi e qualificati studi sperimentali nonché di originali riflessioni teoriche nel corso degli ultimi quindici anni a riprova di una crescente attenzione di clinici e ricercatori sulle implicazioni familiari del cancro.
Sulla scorta di queste premesse, il Convegno Nazionale SIPO 2014 affronta la tematica delle strategie di intervento psicologico con le quali stabilire e consolidare le alleanze a fini terapeutici in oncologia. Esse devono tenere conto delle diverse esigenze di assistenza e supporto nel corso del ciclo di vita del paziente e della famiglia nonché dei contesti assistenziali o domiciliari entro i quali si svolge la vicenda di malattia.